mercoledì 8 novembre 2017

Un anno senza te - lo slice of life secondo Luca Vanzella e Giopota (Recensione Bao Publishing)



Tancredi e Antonio si sono incontrati non molto tempo fa. Dopo le prime uscite hanno imparato a conoscersi poco per volta. Da quel primo incontro è nato un amore.
Un legame che ha portato i due al settimo cielo, specie Antonio: fino a quando però la relazione non è stata interrotta bruscamente e improvvisamente.
Antonio, forte appassionato della cultura medioevale, sta per dare una tesi sui santi minori in Italia prima del martirologio di Gregorio XII.

Sulla carta potrebbe risultare come una banale e comune storia d'amore, se non fosse per il fatto che a darle una voce e un'anima ci ha pensato il messere Vanzella Luca (Beta, Aleagio e Long Wei, di questo se n'è parlato abbondantemente qui sul blog) affiancato dallo scudiero Giopota, armato di matita e colori.

Il graphic novel si è rivelato come una vera e propria sorpresa dell'ultima stagione fumettistica primaverile. Di questo però cercherò si cercherà di tirarne le somme dopo alcune annotazioni sulla trama che seguono. Si avvisa soltanto a chi non ha letto il titolo in oggetto di non proseguire, perché da qui in avanti saranno presenti degli spoiler.





LA NOVELLA DI ANTONIO

Ora, al lettore non è dato sapere quale sarà la reazione di Antonio, da qui l'idea, lo spunto che ha fatto decollare tutto quanto il progetto con il suo intreccio e la sua conclusione.
Si può affermare soltanto che il protagonista non la prenderà benissimo: tant'è vero che nella sequenza iniziale sfoga tutta la sua rabbia sulla città di Bologna (ebbene sì, se la prende con una città, nonché location dell'opera, ndr), qui la drammaticità e la sospensione dell'incredulità saranno i motori principali della storia.

Tra i coinquilini c'è chi lo canzona perché se ne sta sempre in disparte con il musone, ma c'è chi invece prova a tirarlo su di morale, stimolando il giovane ad uscire e a tuffarsi nella prima discoteca che proponga un buon evento indie o un qualsivoglia revival.
Con l'ausilio degli amici tornerà nelle piazze a intavolare discorsi e a cercare soprattutto un nuovo partner, come se questo potesse lenire le ferite infertegli dall'ultimo avuto.

Ogni partner potrebbe essere quello giusto?
Un interrogativo che neanche si pone, perché talmente trasportato da una nuova relazione che gli porrà però ogni volta dei dubbi, delle piccole incertezze che in lui si insinuano come un tarlo.

Nei cocktail annacquati potrà davvero pescare e abbracciare la felicità?
Certo che no, se non per qualche ora divagando e berciando su scemenze in buona compagnia.

Potrà mai ammirare la felicità dall'alto, precisamente su un faro a contemplare le stelle nel pieno della notte?
Può darsi.

Ostacolare per poi ritrovarsi ostacolato. Questo dovrà evitare Antonio, lasciarsi alle spalle tutto per tenere testa al drago, al proprio trascorso, pronto e carico di tutte le esperienze negative.

ELEMENTI FANTASTICI E DOVE TROVARLI



Il racconto è ambientato ai giorni nostri, una realtà in cui coabitano felicemente tecnologie: quali app che prevedono tempeste di flashback e un'Italia in miniatura dove concedersi un bagno nella graziosa riproduzione della mini-Venezia. Come non dimenticare poi la componente fantastica che vede la fitta pioggia di conigli bianchi.
La città di Bologna diventa teatro di vicende e sentimenti (come del resto ne La giusta mezura, da poco uscito sempre per Bao Publishing), concedendo al lettore spettacolarità a delle vite umane che vivono in loco. Questo grazie a elementi, veri e propri agenti della scena, che influiscono sugli umori del protagonista e dei suoi comprimari.

VANZELLA – GIOPOTA


La prosa di Luca Vanzella è nota ai più che lo hanno seguito per opere seriali, già consci della cifra stilistica che era una commistione tra l'action e il romantico, in Un anno senza te compie uno slancio grazie ad uno slice of life sincero, fitto di dialoghi e di silenzi; imbastendone un racconto più vicino al realismo magico. Un mondo che ha preso vita grazie alle morbide figure del talentuoso Giopota, un uso sapiente delle linee chiare e dei pantoni piatti di colore hanno contribuito al'epica cavalleresca di Antonio, cavaliere solitario dei nostri tempi.
Le scelte registiche, sempre più ardite dalla seconda metà del volume, amplificano l'isolamento di Antonio, così come lo stupore nelle scene in cui prova a riappacificarsi con il mondo.
Fino alla soluzione finale in cui dovrà sfidare il "drago che lo adora" (semicit.)

Nei questi giorni di Lucca Comics & Games 2017 c'era la possibilità di farsi dedicare una copia allo stand Bao Publishing, che ha pensato benissimo di mettere in vendita una limitatissima - e ghiotta per i beatlesiani - variant edition di sole 500 copie. Si spera che le restanti vengano messe poi sul loro e-commerce.

Curiosità: tra i numerosi camei/easter eggs si possono notare l'editore (prima vignetta a pag. 60), e lo stesso Vanzella con il disegnatore Luca Genovese, stretto collaboratore e amico (pag. 203 terza vignetta).






tavola incriminata a fine recensione, forse la preferita del sottoscritto

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